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22 mag

Residenza, nuova dichiarazione antioccupazioni

ItaliaChiunque si trovasse a dover richiedere lo spostamento della residenza anagrafica in un nuovo comune, vedrà applicata la nuova normativa, da pochi giorni in corso di attivazione.

Il nuovo modello di residenza

I comuni utilizzeranno a breve una nuova dichiarazione, che oltre ai dati personali ed a quelli relativi all’immobile di residenza, prevede la firma da parte del richiedente di un atto notorio e della dichiarazione da parte del cittadino richiedente della tipologia di presenza nell’immobile, cioè se ne è proprietario, inquilino o ospite, ed in questo caso, a che titolo. La modifica della prassi  in vigore fino ad ora è stata necessaria per attuare le disposizioni contenute nel decreto legge n° 47 del 2014, relativamente al contrasto dell’occupazione senza titolo degli immobili.

La firma dell’atto notorio, posta di fronte ad un ufficiale del comune, rappresenta a tutti gli effetti un atto legale, quindi in caso di dichiarazioni non veritiere, la persona potrebbe essere perseguita ai termini di legge. Una novità molto importante è rappresentata dalla necessità di firma del titolare dell’immobile qualora la persona che fa richiesta della residenza sia in affitto o ospitato a titolo diverso.

Nel caso in cui il comune, una volta acquisiti i documenti richiesti, riscontri delle anomalie, non potrà procedere al trasferimento della residenza.

Cosa accade in caso di rifiuto della domanda Leggi il resto di questo articolo »

21 mag

Certificazione unica (ex CUD): cosa fare per ottenerla?

ItaliaQuest’anno è entrata in vigore la nuova Certificazione Unica (CU) che ha sostituito il CUD. Ne abbiamo parlato in un post precedente, che potete leggere qui. In pratica si tratta di un documento che attesta il versamento di un compenso, sia verso i lavoratori dipendenti, sia per i compensi conferiti a titolo diverso (ad esempio per le prestazioni in libera professione), oltre che per le pensioni che viene inviato dal sostituto d’imposta.

Come ottenere la CU

In realtà chi ha effettuato una prestazione di lavoro dipendente o assimilabile, non dovrebbe fare nulla per ottenere la certificazione unica, in quanto il datore di lavoro (il sostituto di imposta) avrebbe dovuto provvedere all’invio già entro lo scorso due marzo. Se per i lavoratori dipendenti o i pensionati la certificazione dovrebbe essere inviata da un solo sostituto, diverso è il caso di chi lavora per più committenti: in questo caso le certificazioni in possesso del lavoratore potrebbero essere molte di più. In caso di mancata emissione dello stesso, il sostituto d’imposta potrebbe incorrere in una sanzione amministrativa compresa tra i 258 euro ed i 2.065 euro.

Cosa fare in caso di mancato ricevimento?
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20 mag

Rimedi alle azioni popolari non quotate

Columns at United States Supreme Court BuildingRecentemente le azioni non quotate di alcune Banche Popolari quali Popolare di Vicenza e Veneto Banca e di alcune Casse di Risparmio si sono pesantemente svalutate lasciando in difficoltà numerosi soci che avevano cercato invano di venderle.

Già da qualche anno comunque si erano già verificati casi di risparmiatori che non riuscivano a vendere i titoli non quotati delle banche, subendo così totalmente il rischio dell’illiquidità di tali prodotti.

A fronte di queste situazioni, si può verificare di caso in caso se vi sono i presupposti per richiedere alle banche i rimborsi degli importi investiti o dei danni subiti.

Recentemente l’Ombudsman (c.d. Giurì Bancario) il 23.07.2014 ha condannato una banca, Cassa di Risparmio di Ferrara, a restituire l’intero importo investito, oltre ad interessi, ad un risparmiatore che non era riuscito a vendere le azioni non quotate dell’istituto di credito. Leggi il resto di questo articolo »

19 mag

Inps, quando può avanzare la pretesa del rimborso

Law schoolIn caso di importi dell’assegno previdenziale corrisposti in più, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps) può richiedere la restituzione delle quote di pensione indebite, ma esiste un termine di prescrizione oltre il quale l’Istituto non può avanzare tale pretesa. In particolare la pretesa di pagamento non può essere avanzata oltre dieci anni.

Tale ipotesi si verifica nel caso in cui l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale eroghi assegni pensionistici o assistenziali in realtà non dovuti, per poi chiedere indietro le somme corrisposte in più, come avvenuto ad esempio con gli importi indebitamente corrisposti a pensionati pubblici nel corso dell’anno 2013.
In teoria l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale verifica ogni anno le situazioni reddituali dei pensionati incidenti sulla misura o sul diritto alle prestazioni pensionistiche e provvede, entro l’anno successivo, al recupero di quanto eventualmente pagato in eccedenza. Leggi il resto di questo articolo »

18 mag

Tasi, perchè il bollettino non arriva

ItaliaAnche se la prossima scadenza per l’acconto TASI si avvicina (manca meno di un mese), la questione riguarda soprattutto coloro che sono tenuti al pagamento della TASI (tassa sui servizi indivisibili) entro il 16 dicembre. Sono infatti in molti coloro che dopo l’annuncio che il bollettino per il pagamento della tassa sarebbe arrivato a casa, stanno ancora aspettando l’emissione dello stesso.

TASI: il bollettino non arriva a casa

La spiegazione del mancato recapito dei bollettini prestampati è presto individuata. Diversamente da quanto ci si aspettava infatti, i comuni non sono obbligati ad emettere i moduli per il pagamento. A dirlo è una norma contenuta in un decreto dello scorso anno che parlando di necessaria semplificazione per il pagamento aveva introdotto la possibilità per i Comuni di inviare il bollettino. Ciò doveva essere però fatto in forma autonoma dalle amministrazioni locali, che nella maggioranza dei casi hanno deciso di non effettuare nessun invio. Il risultato è quindi che i cittadini con molta probabilità non riceveranno alcun bollettino e saranno quindi costretti a fare i conti di quanto dovuto in autonomia.

I comuni dovrebbero garantire la possibilità di assistere il contribuente effettuando il calcolo ed inviando il bollettino a casa, ma soltanto a seguito di una richiesta specifica. L’alternativa rimane quella di calcolare l’importo in autonomia.

La difficoltà maggiore anche per i comuni sembra scaturire dalla necessità di dover incrociare i dati catastali a quelli in possesso del Comune. Chiunque comunque fosse in difficoltà nell’individuare l’importo da pagare, è invitato a rivolgersi al comune di residenza per avere tutti i chiarimenti in merito.

La rata di giugno Leggi il resto di questo articolo »

15 mag

Pensioni, le ipotesi sula rivalutazione

shutterstock_132660221Dopo che la Consulta della Corte dei Conti ha bocciato il provvedimento, varato dal Governo Monti in carica al momento della riforma, che prevedeva il blocco della rivalutazioni della pensioni, gli assegni pensionistici dovranno essere ritoccati verso l’alto. Tuttavia l’enorme costo ipotizzato per la messa in vigore del provvedimento ha fatto scaturire un dibattito molto acceso, ed al momento non è ancora noto quali misure saranno effettivamente adottate.

Come verranno rivalutate le pensioni

Secondo le ipotesi più accreditate al momento, saranno individuati degli scaglioni in base all’ammontare dell’assegno attuale, per i quali sarà prevista una rivalutazione percentuale diversa. Nessuna modifica per le pensioni comprese tra la quota minima ed i 1.500 euro lordi (cioè a tre volte l’assegno minimo), in quanto a questa fascia non era stato applicato il blocco in vigore per gli altri assegni. La questione riguarda quindi le pensioni a partire da questa cifra. Il governo dell’ex premier

Letta aveva previsto una revisione del blocco, con percentuali che potrebbero essere utilizzate per il provvedimento allo studio.

La rivalutazione più accreditata prevedrebbe quattro fasce con valutazioni percentuali inversamente proporzionali all’aumentare dell’assegno. Riassumiamole in questo schema:
• 95% di rivalutazione per gli assegni da circa 1.500 ai 2.000 euro (lordi mensili)
• 75% di rivalutazione per le cifre tra i 2.000 ed i 2.500 euro lordi
• 50% di rivalutazione per gli assegni tra i 2.500 ed i 3.000 euro
• nessuna rivalutazione per le cifre superiori
(Gli importi indicati sono arrotondati all’intero e si riferiscono agli assegni lordi).

I costi della rivalutazione Leggi il resto di questo articolo »

14 mag

Ue, confisca senza confini

ItaliaI beni di cittadini italiani collocati all’estero, possono essere oggetto di confisca?

Ecco cosa prevede una norma allo studio del Governo e quali sono invece le leggi in vigore al momento.

Il decreto allo studio in Italia

Il Consiglio dei Ministri sta valutando un apposito decreto che, se approvato, consentirà al nostro paese di confiscare beni di cittadini italiani collocati all’estero. In questo modo lo Stato potrà recuperare i beni frutto di evasione fiscale, a prescindere allo stato in cui si trovano al momento della confisca. Per agevolare la collaborazione tra stati, i proventi della confisca saranno suddivisi in parti proporzionali tra l’Italia e lo Stato che ha collaborato all’operazione. Il provvedimento allo studio prevede la creazione di procedure uguali per tutti i paesi, che dovrebbero favorire la rapidità e l’efficacia delle stesse.

Via libera dunque alla caccia dei beni degli italiani all’estero? Non proprio. Infatti il provvedimento in questione verrà utilizzato dal nostro paese in presenza di reati giudicati molto gravi, come il riciclaggio, la corruzione o il traffico di droga. Se approvato il provvedimento consentirà di procedere senza che sia necessaria un’incriminazione da parte dell’altro stato, ma solo se il fatto costituisce reato anche nel paese europeo in questione. In caso diverso dovrà essere applicata la procedura in vigore.

La norma in vigore Leggi il resto di questo articolo »

13 mag

730 precompilato, chi paga in caso di errori

730Dallo scorso primo di maggio è entrata effettivamente in vigore la possibilità di modificare i dati contenuti nel 730 precompilato.

Cosa accede però nel caso in cui ci siano errori ed il cittadino non li corregga?

Nel caso in cui il cittadino si renda conto che i dati utilizzati dal Fisco per la compilazione del 730 siano errati, ha il dovere di modificare la dichiarazione con i dati corretti.

Diversamente, potrebbe incorrere nel caso di dichiarazione infedele.

In pratica l’errore, nonostante in origine sia dell’Agenzia delle Entrate, ricade interamente sul cittadino, che potrebbe trovarsi a dover fare i conti con gli accertamenti e con eventuali sanzioni.

Nel caso in cui siano presenti errori, ma il cittadino non sia obbligato a presentare la dichiarazione, non dovrebbe incorrere in alcuna sanzione, in quanto non presentando la dichiarazione di fatto non ha approvato nemmeno i dati in essa contenuti.

Chi non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi (ad esempio i pensionati o i dipendenti senza ulteriori entrate oltre alla busta paga o alla pensione) non è nemmeno tenuto a prendere visione del documento, comunque disponibile online in via sperimentale per tutti i lavoratori dipendenti ed i pensionati.

Inoltre, nonostante il modello sia interamente online, i cittadini che hanno aggiunto dei dati, come ad esempio le detrazioni per le spese mediche, sono ugualmente obbligati a conservare tutta la documentazione, come avveniva già per la dichiarazione cartacea. Leggi il resto di questo articolo »

12 mag

Aumento dell’IVA dal 2016

CommercialistaMettiamolo in chiaro fin da subito: quella di cui vi parleremo è una misura ipotetica, che potrebbe quindi non essere confermata. Tuttavia appare già ben delineata la proposta di aumento dell’imposta sul valore aggiunto che potrebbe interessare i consumatori italiani dal prossimo gennaio.

Aumento dell’IVA: cosa cambia dal 2016

Le aliquote IVA interessate dall’aumento sono quelle che attualmente corrispondono al 10 ed al 22% del prezzo finale. A partire dal 2016, sempre che le ipotesi vengano confermate, subiranno entrambe un aumento di due punti percentuali, che le trasformerà rispettivamente nel 12% e nel 24%. Gli aumenti però non termineranno con il prossimo anno; infatti entrambe le aliquote cresceranno di un ulteriore punto nel 2017, con un aumento di mezzo punto aggiuntivo per l’IVA maggiore, che arriverà al 25,5% nel corso del 2018.

Secondo le prime stime effettuate questo aumento comporterà un aumento della spesa di circa 842 euro per ogni famiglia., secondo i consumi attuali. Tuttavia, anche se i dati non venissero confermati e la proposta modificata, il timore è che la possibilità di un aumento potrebbe indurre i consumatori ad un risparmio preventivo, in vista dei successivi aumenti, che finirebbe per contrarre ulteriormente i consumi.

Perché aumentare l’IVA? Leggi il resto di questo articolo »

11 mag

Imu, Tasi e Tari per chi risiede all’estero

Anziani okGli italiani che decidono di rimanere a vivere all’estero una volta raggiunta l’età della pensione o spostarsi in un altro paese al raggiungimento dell’età pensionabile sono sempre di più. Come deve comportarsi questa categoria in vista delle scadenze delle imposte IMU, TASI e TARI?

Per quali pensionati valgono le agevolazioni?

Le nuove norme entrate in vigore prevedono delle agevolazioni sui pagamenti delle imposte IMU, TASI e TARI, ma non sono valide per tutti i cittadini che risiedono all’estero. Quelle a cui facciamo riferimento sono rivolte esclusivamente ai pensionati che ricevono un assegno pensionistico da un ente previdenziale estero in forma esclusiva. I pensionati INPS sono quindi esclusi da questi provvedimenti.

Requisito necessario per poter usufruire delle agevolazioni è inoltre l’iscrizione all’AIRE, cioè all’anagrafe degli italiani residenti all’estero.

Cosa prevedono le agevolazioni Leggi il resto di questo articolo »