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31 lug

Usare i furgoni in vacanza

Noleggio dei mezzi di trasporto per le vacanze

Noleggio dei mezzi di trasporto per le vacanze – Shutterstock.com

Un furgone può essere usato per il trasporto di merci o persone verso un luogo di vacanza? La risposta, in apparenza, sarebbe scontata e affermativa, ma non sempre ciò è vero. Per esempio, nel caso in cui si prenda la decisione di noleggiare un mezzo commerciale, la compagnia che mette a disposizione il servizio deve fornire unicamente veicoli che siano abilitati al trasporto di persone e merci con tutti i permessi necessari, per rispettare le regole. La questione assume connotati differenti se ci si fa prestare il furgone da un’altra persona: in questi casi, infatti, l’impiego del mezzo non sempre è permesso a terze parti, a maggior ragione se esso viene usato per scopi differenti rispetto a quelli per cui è stato immatricolato.

Quando si parla di un furgone si fa riferimento a un autocarro che, secondo il Codice della Strada, ha una massa non superiore alle 3.5 tonnellate: tale categoria di veicoli deve fare i conti con vincoli particolari che hanno a che fare con le ragioni di utilizzo. Ecco perché, prima di richiedere un veicolo in prestito o di adoperarlo, è importante accertarsi con il proprietario che esso sia autorizzato e possa essere impiegato per fini privati, o comunque per il cosiddetto uso misto. Infatti, nell’eventualità in cui un autocarro risulti registrato come veicolo professionale, esso non può mai essere utilizzato nei giorni non lavorativi e negli orari non lavorativi, né dai proprietari né da altre persone.

Non sono previsti limiti per l’utilizzo, invece, se il furgone è stato immatricolato come veicolo per uso privato. Tra le altre verifiche a cui è opportuno procedere prima di mettersi in viaggio c’è quella relativa all’assicurazione: è necessario, in pratica, che la polizza stipulata non preveda delle limitazioni particolari, per esempio a proposito dell’uso da parte di persone differenti dal proprietario. A volte, inoltre, la guida può essere riservata unicamente agli over 26, mentre in altre circostanze potrebbero esserci vincoli sul traino di carrelli o sul trasporto di persone.

Come si può facilmente immaginare, il rischio di incappare in sanzioni nel caso in cui non si rispettino le norme è elevato: le multe riguarderebbero non solo il conducente, ma anche il proprietario del veicolo. Per questo, prima di intraprendere un viaggio con un furgone verso una meta turistica può essere utile chiedere suggerimenti alla motorizzazione o mettersi in contatto con le forze dell’ordine in modo da trovare una risposta ai propri dubbi e ai propri interrogativi.

30 lug

Gli abbonamenti per l’alta velocità

Treni ad alta velocità

Treni ad alta velocità – Shutterstock.com

Poiché i treni ad alta velocità vengono usati sempre più di frequente dagli italiani, le compagnie di trasporto si sono adattate prevedendo la possibilità di sottoscrivere abbonamenti specifici. Fino a qualche tempo fa gli abbonamenti di Trenitalia, per esempio, permettevano di accedere ai treni anche in assenza di prenotazione; per questioni di sicurezza, però, da un po’ di tempo a questa parte la prenotazione dei posti è sempre obbligatoria: il che vuol dire che chi viene colto in un posto non prenotato viene multato, così come chi viaggia in piedi.

Le sanzioni, in realtà, non sono ancora in vigore, ma diventeranno effettive dal primo settembre: questa è stata una richiesta specifica proveniente dalle associazioni di consumatori, che in questo modo faranno conoscere la novità a tutti. In un primo momento, era stato annunciato che le sanzioni avrebbero preso il via il 15 luglio, ma in seguito c’è stato un rinvio: per i pendolari, quindi, le nuove opportunità concesse da Trenitalia potranno essere testate per un altro mese senza paura di multe. In ogni caso, vale la pena di menzionare la possibilità di effettuare una prenotazione multipla: si tratta, in sostanza, di prenotare il proprio posto per tutto il mese. Insomma, i pendolari dell’alta velocità sono obbligati ad avere un posto fisso, ma ovviamente la prenotazione potrà essere cambiata a seconda delle proprie necessità.

Un aspetto veramente curioso della vicenda, poi, è l’abbonamento unico che coinvolge sia Trenitalia che Italo. La richiesta di posti sempre più elevata, infatti, ha indotto le due compagnie a intraprendere una trattativa finalizzata a permettere agli utenti abbonati di impiegare tutti e due i vettori ferroviari. I treni della Ntv, infatti, spesso coprono le stesse distanze dei treni di Trenitalia. Con un abbonamento unico, i pendolari avrebbero la possibilità di individuare la soluzione più in linea con i propri gusti e con le proprie preferenze: una chance che si potrebbe rivelare molto utile, per esempio, in caso di ritardi.

Al momento l’entrata in vigore dell’abbonamento unico è solo un’ipotesi e non si è ancora concretizzata: Trenitalia e Ntv stanno trattando, e per il momento ai pendolari dell’alta velocità non resta che decidere se puntare sull’una o sull’altra compagnia. Vettori che per il momento sono concorrenti ma che, in un futuro non troppo lontano, potrebbero diventare addirittura alleati, che si tratti di sfruttare gli abbonamenti mensili o di usare i carnet prepagati per più tratte e più viaggi.

29 lug

Modificare il sesso all’anagrafe

Cambio del genere sessuale sui documenti

Cambio del genere sessuale sui documenti – Shutterstock

Per modificare il proprio sesso all’anagrafe non è sempre necessario essersi sottoposti a un intervento chirurgico di cambio dei connotati. Lo ha sancito la sentenza 15138/2015 della Corte di Cassazione che ha posto fine alla vicenda di un transessuale intenzionato a modificare i propri dati anagrafici in assenza di qualsiasi tipo di intervento chirurgico del cambio di sesso. Il transessuale in un primo momento aveva ottenuto il permesso di eseguire l’operazione di cui avrebbe avuto bisogno, ma in seguito ha deciso di rinunciare. Il tribunale di Piacenza in prima istanza aveva rigettato la richiesta di autorizzazione relativa alla modifica degli atti comunali, e così aveva fatto anche la Corte di Appello di Bologna che si era espressa in merito sostenendo di non poter accettare la richiesta in quanto non era stata effettuata alcuna operazione.

La Cassazione, invece, con la sua sentenza ha accolto la richiesta del transessuale, ribaltando quindi le decisioni assunte in precedenza dalle altre corti. Il soggetto, supportato anche dall’associazione Rete Lanford che sin dal primo momento ne ha seguito il percorso giudiziario, ha diritto – quindi – alla modifica della registrazione all’anagrafe. La Corte di Cassazione ha stabilito che il cambio dei dati per una persona di sesso femminile o di sesso maschile può essere consentito a prescindere dalla conformazione fisica vera e propria: è sufficiente, insomma, che la persona si identifichi con una identità sessuale affinché quella identità sessuale le venga riconosciuta.

La sentenza è senza dubbio in grado di diventare un precedente: insomma, una persona che è alta 1 metro e 65 può far scrivere sulla carta di identità che è alta 1 metro e 85 solo perché si sente tale? Al di là di questo paradosso, occorre specificare che l’ammissibilità del caso non presuppone la possibilità di avanzare la richiesta di una modifica dei dati anagrafici a meno che non si faccia riferimento a un procedimento giudiziario specifico. La vicenda ha dato il la a un dibattito piuttosto sentito che verte attorno al riconoscimento dei diritti individuali. Basti pensare che gli Stati europei in più di una occasione sono stati accusati da varie associazioni per la tutela dei diritti umani di violare, appunto, i diritti umani stessi. La giustizia italiana sta puntando in direzione di una più semplice concessione della possibilità di modificare in via ufficiale il proprio genere sessuale anche in assenza di interventi chirurgici? Solo il tempo sarà in grado di fornire una risposta a tale quesito.

28 lug

Le detrazioni fiscali dello School Bonus

Detrazioni fiscali School Bunus

Detrazioni fiscali School Bunus – Shutterstock

Lo School Bonus è un provvedimento di natura fiscale che è stato ideato e messo a punto per favorire coloro che eseguono delle donazioni verso le istituzioni scolastiche italiane, siano esse private o pubbliche. Non si tratta, quindi, di un beneficio che coinvolgerà gli studenti, o comunque non in maniera diretta. Semplicemente, il governo, sulla scia di quel che già accade per le organizzazioni senza fini di lucro, ha introdotto la possibilità di usufruire di speciali detrazioni fiscali riguardanti le donazioni eseguite a favore della scuola. Fino alla fine del prossimo anno la detrazione sarà pari al 65%, mentre dal 2017 in poi sarà pari al 50%. Perché il bonus possa essere ottenuto, è necessario che le donazioni vengano effettuate per supportare il potenziamento di istituti scolastici già esistenti e la loro manutenzione, oppure la realizzazione di istituti scolastici nuovi. Non solo: è possibile anche sostenere dal punto di vista economico gli interventi finalizzati a rendere l’accesso degli studenti al lavoro più semplice.

Lo School Bonus è calcolato dividendo la cifra in tre parti uguali: è possibile detrarre al massimo un importo di 100mila euro per ciascun periodo di imposta (in pratica, 100mila euro all’anno). Attraverso il modello F24 sarà possibile ricorrere a una compensazione per l’impiego del bonus, così come succede per le altre detrazioni dello stesso tipo. Occorre ricordare che il bonus non fa parte del conteggio dei redditi che vengono presi in considerazione per individuare la base imponibile per scopi fiscali, inclusi i redditi validi per le tassazioni regionali e comunali; esso, inoltre, non viene incluso nei calcoli che riguardano l’Irap. La donazione che genera la detrazione non può essere sfruttata per agevolazioni fiscali di altro tipo, ma lo School Bonus risulta compatibile con altre detrazioni fiscali, ovviamente in linea con le soglie massime vigenti alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il riconoscimento di questo bonus fiscale può essere richiesto sia per le aziende che per le persone fisiche; le scuole che ricevono le donazioni devono, in seguito, comunicare in che modo saranno impiegate le somme ricevute. In sostanza, lo School Bonus entrerà in azione all’insegna della trasparenza, visto che tutte le istituzioni scolastiche saranno tenute a rendere noto a tutti come saranno sfruttati i soldi di cui usufruiranno, per esempio con una sezione apposita sul proprio portale web: e ciò varrà non solo per i plessi scolastici pubblici, ma anche per tutti gli istituti paritari che saranno coinvolti nello School Bonus.

27 lug

Sky, i mancati pagamenti e la privacy

Da qualche tempo Sky, la tv satellitare di proprietà di Rupert Murdoch, ha messo a disposizione dei propri clienti la possibilità di ricevere direttamente sullo schermo del televisore una notifica che segnala la presenza di uno o più messaggi destinati agli utenti abbonati. Questa opportunità, pur essendo innovativa, non è stata gradita da un utente, il quale ha chiamato in causa direttamente il Garante della Privacy che si è espresso in proposito.

A renderlo noto è stata una comunicazione fornita proprio dal Garante per la Tutela dei Dati Personali, il quale è stato sollecitato da un cliente di Sky che aveva notato, attraverso un messaggio comparso sul proprio televisore, una notifica che lo avvisava del mancato pagamento dell’abbonamento. L’utente ha ritenuto che tale notifica fosse contraria al diritto alla riservatezza dei dati personali dei clienti. Vale la pena di sottolineare che sullo schermo del televisore non appare direttamente il testo del messaggio, ma semplicemente un’icona che notifica l’arrivo di un messaggio: il cliente, quindi, può decidere se leggere il messaggio oppure no, così come se “aprirlo” subito o in un secondo momento. Il Garante della Privacy, in ogni caso, ha avviato su questo caso un’istruttoria: non sono state fornite comunicazioni ufficiali, per il momento, ma da quello che è emerso fino adesso pare che il trattamento dei dati di Sky sia contrario al rispetto della privacy degli abbonati, poiché i messaggi sul televisore potrebbero essere letti anche da altre persone: non è prevista, infatti, alcuna modalità che permetta di leggere il messaggio unicamente all’abbonato.

Nel caso in cui Sky non prenda alcun provvedimento e non attui alcun cambiamento, non è da escludere una sanzione da parte del Garante, che ha affermato che se la tv satellitare continuerà ad adottare tale sistema di comunicazione sarà costretta ad assicurare la protezione dei dati comunicati: per esempio, tramite un codice di accesso personale.

Lo scopo, insomma, è quello di proteggere le comunicazioni riservate: e, se non si adeguerà, Sky verrà multata. Tra l’altro, il Garante ha fatto notare che per comunicare questioni riguardanti i pagamenti e gli abbonamenti sarebbe preferibile ricorrere a canali di comunicazione differenti rispetto ai messaggi sul televisore: per esempio, una lettera spedita in busta chiusa o un messaggio di posta elettronica inviato alla casella degli abbonati. Si tratta, quindi, di tutelare i clienti in situazioni di recupero del credito che non possono coinvolgere altre persone in nessun modo, anche se si dovesse trattare di familiari.

23 lug

Tari, la tassa si paga a peso

shutterstock_126930686La tassa dei rifiuti viene calcolata in base ad una formula che considera i metri quadri dell’abitazione o dell’edificio ed è inoltre proporzionale al numero di occupanti l’abitazione stessa.

In linea teorica quindi una famiglia che effettua la raccolta differenziata con attenzione paga lo stesso di chi produce invece una quantità superiore di rifiuti, a parità di misura dell’appartamento e del numero di abitanti.

La TARI a peso

Il principio di base della tassa sui rifiuti non incentiva per niente la raccolta differenziata, non presentando di fatto alcun tipo di vantaggio per i cittadini più virtuosi nella raccolta dei rifiuti. Ecco il motivo che ha spinto la regione Emilia Romagna ad avviare una sperimentazione che, se funzionale, potrebbe essere estesa anche ad altre regioni italiane.

Il progetto avviato in fase sperimentale dovrebbe completarsi entro i prossimi cinque anni con il raggiungimento del 73% dei rifiuti raccolti in forma differenziata ed il 70% di effettivo riciclaggio degli stessi.

Come funziona la sperimentazione Leggi il resto di questo articolo »

22 lug

Equitalia: come sospendere la riscossione

shutterstock_30024043Il cittadino che ritiene di aver ricevuto una richiesta per un pagamento non dovuto all’ente di riscossione Equitalia, ne può chiedere la sospensione. Vediamo come fare.

Come si richiede la sospensione ad Equitalia

Per richiedere la sospensione è sufficiente che il cittadino presenti una dichiarazione scritta nella quale spiega (con il maggiore dettaglio possibile) le motivazioni per le quali ritiene che la richiesta di riscossione non sia valida. La richiesta va presentata ad un qualsiasi sportello Equitalia presente sul territorio nazionale.

Dopo aver ricevuto le motivazioni del cittadino, è lo stesso ente di riscossione ad inoltrare quanto presentato all’ente competente, cioè al debitore iniziale. L’ente in questione ha un massimo di 220 giorni per rispondere al reclamo del cittadino. Trascorso questo termine di tempo il debito in questione viene annullato.

Nel caso in cui invece l’ente risponda ad Equitalia non ritenendo valide le motivazioni del richiedente, il debito torna ad essere valido e l’agenzia mette in atto tutte le operazioni necessarie per il recupero del credito vantato.

I casi più comuni Leggi il resto di questo articolo »

21 lug

A via i rimborsi delle pensioni

shutterstock_132660221Della rivalutazione delle pensioni abbiamo già avuto modo di parlare dalle pagine di questo blog. Ulteriori novità sono però in arrivo per i pensionati: è stato infatti dato il via definitivo ai rimborsi sulla rivalutazione degli assegni pensionistici.

Rimborsi dal primo agosto

Il decreto sui rimborsi è stato appena approvato in via definitiva. Il contenuto forse più interessante per i pensionati interessati è la data di avvio dei rimborsi: il prossimo primo di agosto, insieme al regolare accredito della pensione mensile.
Per coloro ai quali spetta la rivalutazione il primo rimborso non sarà comunque completo. Esso infatti sarà pari al 12% di quanto dovuto dallo stato e andrà a rimpolpare gli assegni di un pensionato su tre, cioè circa 4,4 milioni di cittadini.

A chi spettano i rimborsi
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20 lug

Come funziona il baratto amministrativo?

shutterstock_46801075Barattare significa ricevere un oggetto o un servizio in cambio di un altro di pari valore. Il principio più antico alla base dello scambio e dei rapporti commerciali è da tempo tornato di moda, come dimostrano siti dedicati al baratto come Coseinutili.it o Zerorelativo.it, dedicati allo scambio di oggetti, servizi e tempo tra persone. Ciò che appare invece più insolito è la possibilità di barattare i propri debiti verso l’amministrazione pubblica, legalmente possibile.

Il baratto amministrativo: cos’è

Secondo una legge in vigore dal 2014, i comuni hanno la facoltà di emettere esenzioni o riduzioni dei tributi in cambio di azioni volte alla riqualifica del territorio comunale. In base a questa norma alcuni parlamentari hanno proposto che i comuni accettino il pagamento dei tributi sotto forma di lavoro a servizio del comune, per i cittadini che non sono in grado di pagare i tributi richiesti. In pratica una volta quantificate le tasse da pagare per il singolo contribuente, il comune decide quante ore di lavoro siano necessarie per saldare il proprio debito nei confronti dell’amministrazione pubblica.

L’applicazione del baratto amministrativo Leggi il resto di questo articolo »

17 lug

Hong Kong trasparente già dal 2015

shutterstock_69603271È stata finalmente pubblicata in Gazzetta Ufficiale (Legge 96/2015, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale numero 155 del 7 Luglio 2015) la legge recante ratifica ed esecuzione dell’accordo contro le doppie imposizioni tra Italia e Hong Kong, sottoscritto tra i due Paesi il 14 gennaio 2013.

Tra gli elementi di maggior rilievo della Convenzione vi è certamente la previsione nell’articolo 26 della suddetta Convenzione dello scambio su richiesta delle informazioni. Tale scambio non potrà essere rifiutato in base al principio del segreto bancario.

L’effetto immediato di tale clausola sarà la cancellazione di Hong Kong dalla lista dei Paesi non collaborativi ai fini del monitoraggio fiscale.

Si evidenzia appunto che la Circolare Ministeriale 38/E/2013 ha chiarito che, ai fini del monitoraggio fiscale, la lista dei Paesi collaborativi include tutti quegli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni tramite una Convenzione contro le doppie imposizioni ad altri accordi.

Con l’entrata in vigore della Convenzione dunque la Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong sarà considerato a tutti gli effetti un Paese collaborativo. Leggi il resto di questo articolo »