17 lug

Riforma Fornero: la Legge 92/2012 la rende attuativa

18 luglio 2012: è questa la data fissata per l’entrata in vigore della Legge 92/2012, pubblicata sul supplemento ordinario n. 136 alla G.U. del 3 Luglio 2012 e attuativa della famosa “Riforma Fornero“. Molto consistente la portata normativa di tale Legge (anche se molte disposizioni non saranno immediatamente attuative), destinata a provocare dei veri e propri stravolgimenti nel mondo del lavoro e nell’occhio del ciclone ci saranno ancora loro: i datori di lavoro. In buona sostanza, il fine del Legislatore appare chiaro e si palesa nella ferma volontà di:

-rendere meno favorevole il ricorso a contratti di lavoro a termine (come il contratto a tempo determinato) a  porre un freno al ricorso ai co.co.pro. ;

-promuovere il ricorso ai contratti a tempo indeterminato;

-favorire l’inserimento e il reinserimento di alcune categorie di lavoratori, come i giovani e le donne.

Analizziamo più dettagliatamente le varie misure disposte dalla Legge per perseguire i suddetti obiettivi.

Rivisitazione Contratti di Lavoro

Come abbiamo detto,  l’attenzione è posta nel promuovere il più possibile il ricorso al contratto a tempo indeterminato e per far ciò il Governo interviene rendendo meno agevole e più dispendioso il ricorso ad altre forme contrattuali meno stabili.

In particolar modo, il contratto a tempo determinato vive un aumento contributivo pari all’1,4%; aumento che sarà destinato ad irrorare la nuova Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi) e rimborsabile soltanto qualora il dipendente venga successivamente assunto in modo stabile.

Una certa rigidità si riscontra anche analizzando le nuove disposizioni previste per il contratto a tempo determinato:

-il contratto a termine non potrà avere una durata superiore ai 36 mesi, pena la trasformzione automatica in contratto a tempo indeterminato;

-la durata  del primo contratto non potrà essere superiore ai dodici mesi;

-eventuali rinnovi dovranno rispettare precisi periodi di sospensione.

In riferimento a quest’ultimo punto, è bene precisare che, per per contratti di durata inferiore ai 6 mesi, i tempi di attesa tra un contratto e l’altro dovranno essere pari a 60 giorni (prima erano 10), mentre per contratti di durata superiore,  i tempi di attesa saranno pari a 90 giorni (prima erano 20). E’ fatta eccezione per quelle particolari situazioni (lancio di un nuovo prodotto o servizio) in cui la contrattazione collettiva potrà ridurre i tempi d’attesa a 20 giorni per i contratti fino  a 6 mesi e a 30 giorni per i contratti oltre i 6 mesi.
Per quanto riguarda il contratto a progetto, anche in questo caso si prevede un graduale aumento dei contributi previsti per la Gestione Separata. Il progetto indicato in contratto, inoltre, dovrà essere specifico e non semplicemente inerente all’oggetto sociale dell’azienda committente. Si dovrà esplicitamente indicare il risultato finale che si intende conseguire e si dovrà prevedere una sorta di salario base.
E’ caccia aperta alle false partita iva che spesso fungono da copertura di un rapporto di lavoro dipendente. Il Governo, infatti, prevede delle forti strozzature e dei canoni ben precisi che, eccetto i caso in cui le collaborazioni richiedano elecate conoscenze professionali specifiche, dovranno essere rispettati dalle partite iva per essere considerate valide:
-il reddito del soggetto dovrà superiore ai 18.000 euro annui;
-la collaborazione con una stessa azienda non dovrà avere un riferimento temporale superiore agli 8 mesi nello stesso anno;
-le entrate derivanti da una medesima collaborazione professionale non dovranno essere superiori all’80% delle entrate totalizzate dal soggetto;
-il collaboratore non dovrà avere una postazione fissa presso una delle sedi del committente.
Le nuove disposizioni hanno efficacia immediata per i nuovi contratti, mentre ai contratti già in essere viene concessa un’immunità di 12 mesi dall’entrata in vigore della Legge.
Giro di vite anche per il lavoro a chiamata per il quale viene previsto l’obbligo per l’impresa di comuncare alla direzione provinciale del lavoro competente ogni chiamata effettuata (anche tramite sms). Ogni omissione sarà punita con una sanzione pari a 2.400 euro. Il lavoro a chiamata non potrà avere una durata superiore ai 30 giorni.
Braccia aperte all’apprendistato, visto come vero e proprio strumento per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani risorse umane.
Per il ricorso a tale forma contrattuale, la Legge prevede il rispetto di alcuni termini:
-durata contrattuale non inferiore a 6 mesi (tranne le attività stagionali);
-età del lavoratore compresa tra 15 e 29 anni;
-per tre anni (fino al 18 luglio 2015) i datori di lavoro che vogliono assumere altri apprendisti dovranno dimostrare di aver assunto a tempo indeterminato almento il 30% dei dipendenti assunti con precedente contratto d’apprendistato (dopo il 18 luglio 2015, invece, la quota percentuale salirà al 50%).
A far tempo dal 1 gennaio 2013, infine, si modifica anche il rapporto tra apprendisiti e operai qualificati. Con la riforma, infatti, tale rapporto sarà di 1:1 per le imprese con meno di 10 dipendenti ma aumenterà per quelle più grandi  a 3:2.
Profonda modifica, infine, è quella che ha visto come protagonista il tanto discusso articolo 18.  In breve, le più profonde modifche riguardano:
-licenziamenti per motivi discriminatori;
-licenziamenti per motivi economici;
-licenziamenti per motivi disciplinari.

Il  licenziamento per motivi discriminatori, in realtà non ha subito modifiche ed è l’unica situazione che, ravvisata la discriminazione  razziale, religiosa o culturale, prevede (a prescidnere dalle dimensioni aziendali) il reintegro immediato del dipendente e il riconoscimento di un indennizzo pari a 5 mensilità. E’ concessa al dipendente la possibilità di rifiutare il reintegro in azienda e di richiedere un risarcimento pari a 15 mensilità.

Il licenziamento per motivi economici prevede il reintegro del dipendente più il riconoscimento di un’indennità pari a massimo 12 mesi, soltanto se si accerta l’infondatezza delle ragioni che hanno portato al licenziamento. In tutti gli altri casi il licenziamento, pur essendo illegittimo, dà diritto esclusivamente ad un risarcimento che può variare da 12 a 24 mesi.

Per quanto riguarda, infine, il licenziamento disciplinare si può dire che, se questo è illegittimo, il giudice potrà disporre il reintegro immediato del lavoratore soltanto in alcuni casi specificatamente previsti dai CCNL.

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24 Commenti a “Riforma Fornero: la Legge 92/2012 la rende attuativa”

  1. giuseppe Scrive:

    Lavoro a chiamata: la norma dice che il lavoro a chiamata non potrà avere durata superiore a 30 giorni.
    Non si capisce cosa significa. Si riferisce al contratto stesso che deve essere per un periodo massimo di 30 giorni e poi perde ogni efficacia giuridica o significa che ogni chiamata non deve essere superiore a 30 giorni? Confusione totale come sempre.
    Da come è scritto vorrebbe dire che ogni “chiamata” non deve superare i 30 giorni.
    Se fosse così la ritengo una norma senza senso perchè vorrebbe significare che il contratto sarebbe assimilato ad un normale contratto a tempo determinato.
    Le norme come al solito sono poco chiare e parecchio confusionarie!

  2. michele Scrive:

    Salve! Ma come è possibile non rendersi conto che tutto ciò non farà altro che disincentivare qualsiasi imprenditore che abbia un minimo di esperienza e buon senso? Oggi molti dei dipendenti di piccole imprese non hanno voglia di lavorare (non tutti beninteso), l’esperienza diretta dice questo. Per far andar via chi non voleva lavorare ma voleva solo lo stipendio, ho dovuto accollarmi vertenze in cui sono stato in ultimo perdente!
    A questo punto non assumerò più nessuno e andrò avanti in modo più snello e con meno spese, tanto vale risparmiare oneri pesantissimi. Grazie ai sindacati!!
    Sentite, perchè un datore di lavoro dovrebbe licenziare un lavoratore che … “lavora”?
    Indi, se lo licenzia è perchè ….. non lavora!!
    Vessate, vessate pure i datori di lavoro, così la situazione sicuramente peggiorerà!!!

  3. PRIORE MASSIMILIANO Scrive:

    Giro di vite anche per il lavoro a chiamata, per il quale viene previsto l’obbligo per l’impresa di comunicare alla direzione provinciale del lavoro competente ogni chiamata effettuata (anche tramite sms). Ogni omissione sarà punita con una sanzione pari a 2.400 euro. Il lavoro a chiamata non potrà avere una durata superiore ai 30 giorni.

  4. antonia Scrive:

    Sicuro come l’oro: qualsiasi imprenditore avveduto si guarderà bene dall’assumere qualcuno, d’ora in avanti!
    Io sicuramente non lo farò.
    Si tirerà avanti con le attuali forze.
    E la cosa più allucinante è che, se l’azienda è in difficoltà e ha bisogno di licenziare per motivi economici, deve “risarcire” al dipendente da 12 a 24 mensilità lorde: ma, dico io, se è in difficoltà, mi spiegate come fa a pagare?
    Ritengo che, a quel punto, l’azienda in crisi chiuderà e lascerà a casa tutti, senza pagare nessuno.
    Vadano poi tutti a rivolgersi ai sindacati per ottenere il pagamento da un’azienda che non c’e’ più.

  5. Lara Scrive:

    Concordo pienamente con Michele.
    Se non aiutate i datori di lavoro, in primis, non ha senso pensare ad altre riforme!

  6. vinicio Scrive:

    E’ una legge per rovinare le famiglie piu’ povere ed i giovani piu’ volenterosi ed attaccati al proprio lavoro, ahimè!
    Una vera ingiustizia.
    Cosa dice a proposito del lavoro la nostra Costituzione?

  7. Francesco Scrive:

    L’unica soluzione per far ripartire l’Italia è DIMINUIRE IL COSTO DEL LAVORO poichè oggi un dipendente costa in media 2,2 volte quello che percepisce in busta paga.
    Un imprenditore oggi non riesce a resistere tra calo del fatturato, difficoltà di incasso, chiusura dei rubinetti del credito, vertenze sindacali e cause di lavoro.
    Perchè non “scommettere” sugli imprenditori, invece di assicurarsi introiti certi da maggiore tassazione?
    Se le aziende chiudono o se sono costrette a diminuire il personale, le entrate dello Stato diminuiranno comunque!!!
    Mah…

  8. Vito Scrive:

    VOGLIAMO PARLARE DELLE MALATTIE ESTIVE?

    NESSUNO VUOLE LAVORARE!

    CHE SENSO HA MANDARE UNA VISITA DI CONTROLLO QUANDO QUESTI SANNO IN CHE FASCIA ORARIA POTRANNO RICEVERE UN EVENTUALE VISITA DI CONTROLLO?

    DOVREBBERO METTERCI NELLE CONDIZIONI DI MANDARE A CASA GLI INAFFIDABILI… GLI ASSEINTEISTI… UN AZIENDA SANA MAI MANDEREBBE A CASA UN DIPENDENTE DISCIPLINATO… VOLENTEROSO DI IMPARARE… E SOPRATTUTTO AFFIDABILE!

    FORMARE UNA PERSONA OGGI HA UN COSTO!

  9. rosa Scrive:

    Salve, volevo chiedere delle informazioni riguardo questa legge. Ho 24 anni e lavoro da circa un anno e tre mesi in un’azienda privata. Ho un contratto di sostituzione maternità quindi determinato. La mia domanda è: con questa legge rischio il non-rinnovo del contratto? Grazie mille

  10. bene Scrive:

    Buonasera,
    volevo capire: con questa nuova legge cosa succede al mio contratto che è:
    -determinato e scade il 11 sett 2012
    -ccnl del lavoro 1 livello
    Vorrei sapere se è possibile prorogarlo (come farebbe il mio titolare) oppure è costretto a farlo diventare indeterminato.
    Ho 33 anni.
    In caso di proroga che fine fanno le mie ferie ed il tfr accumulato? si accumula a quello nuovo? Devono passare i 30 gg prinma della proproga e quindi lavorare in nero?
    Grazie!

  11. Francesco B Scrive:

    Questa riforma fa proprio schifo. Mia moglie ha 40 anni, da circa due anni lavora a tempo determinato don una ditta. Bene o male tra pause e altro riesce a lavorare quei dieci mesi che in tempo di crisi “AIUTANO”. Adesso, con questa legge, il datore di lavoro sarà obbligato ad assumere altro personale mentre mia moglie sarà a spasso. Questa legge crea solamente nuovi disoccupati e nuovi precari. CHE SCHIFO

  12. Annalisa Scrive:

    B.Giorno. Sono una ragazza madre, che lavora in un azienda nazionale. C ho messo 4 anni x essere chiamata durante la stagione. ora questa azienda lavora soprattutto in luglio e agosto. Io quest’anno ho fatto solo una proroga. Grazie a questa legge il mio direttore mi dice che nn mi puo’ assumere x 2 mesi. Ora mio figlio come tanti inizia la scuola a settebre. come faccio io, che mi sono gia’ ritirata dall’apppartamento xche’ nn ho stip. fisso e sono tornata da mamma che e’ pensionata e paga l’affitto, a pagare i ibri d scuola e quel che c vuole.. che ho debiti ancora del ex appartamento? avro’un ritorno fiscale d 1200 euro che se ne andrannox i 2 affitti nn pagati. Se nn lavoro ad agosto, e ripeto c hoi messo 4 anni a guadagnarmelo…ho un figlio e son sola . Come faccio? Scoglionata e arrabbiata

  13. Ele Scrive:

    Ciao! Il mio primo contratto a tempo determinato di sei mesi scade ad agosto…che effetto avrà la riforma sul mio rinnovo?sarà indeterminato? Grazie mille

  14. Valeria Scrive:

    Va bene, la legge prevede che si sta a casa 90 giorni: MA IO DICO… NON CONVIENE PAGARE IL LAVORATORE, DANDOGLI IL POSTO DI LAVORO… CHE OCCUPA DA 7 ANNI…, PIUTTOSTO CHE FARGLI PRENDERE LA DISOCCUPAZIONE LASCIANDO PER TRE MESI QUEL POSTO VACANTE? OVVIAMENTE IO PRENDO IN CONSIDERAZIONE IL FATTO CHE IO SONO INFERMIERA A CONTRATTO IN SICILIA E TUTTO QUESTO SUCCEDE SOLO IN SICILIA.

  15. Silvia Scrive:

    “per contratti di durata inferiore ai 6 mesi, i tempi di attesa tra un contratto e l’altro dovranno essere pari a 60 giorni (prima erano 10), mentre per contratti di durata superiore, i tempi di attesa saranno pari a 90 giorni (prima erano 20). E’ fatta eccezione per quelle particolari situazioni (lancio di un nuovo prodotto o servizio) in cui la contrattazione collettiva potrà ridurre i tempi d’attesa a 20 giorni per i contratti fino a 6 mesi e a 30 giorni per i contratti oltre i 6 mesi.” i precari ringraziano per questo bel servizio! tra pochi gg mi scade il contratto a t.d. per sostituzione maternità e se mai venissi chiamata non sarà prima di 3mesi…grazie davvero molte grazie!!

  16. Giuseppe Scrive:

    Salve vorrei che qualcuno mi spiegasse nel mio caso cosa succede: con contratto indeterminato, vengo lasciato a casa per motivo economico per riduzione del personale, dopo 15 giorni vengo a sapere al mio posto era stato assunto un ex dipendente, qualcuno mi sa dire se ridere o piangere o cosa?

  17. Deborah Scrive:

    Lavoro presso una cooperativa da 5 anni con contratto di 10 mesi rinnovato annualmente… Questa mattina avrei dovuto firmare per l’indeterminato, grazie a questa legge…. Ma la cooperativa ha trovato il modo di aggirare l’ostacolo “prestandomi” ad una cooperativa associata alla mia. Loro hanno risolto il problema, e io resto ancora precaria, con figlio di 5 anni da mantenere… Andrà bene così!!!

  18. Roberto Scrive:

    Salve,
    dopo un primo contratto TD di 6 mesi, mi è stato prorogato di altri 6, che scadono il 30 ottobre p.v.
    L’azienda mi ha già comunicato che mi devo fermare per 3 mesi e poi posso rientrare.

    MI DITE DOVE VADO A MANGIARE IO MIA MOGLIE E MIO FIGLIO PER 3 MESI???

  19. francesco Scrive:

    Salve a tutti,
    non capisco una cosa:
    per i contratti a tempo determinato stipulati prima di luglio, vale la legge oppure no?
    Bisogna cioè aspettare 2/3 mesi alla scadenza anche per i contratti conclusi prima?

  20. linda Scrive:

    complimenti!!! grazie fornero! il mio contratto determinato che in genere mi veniva rinnovato con solo un breve periodo di pausa ora è stato sospeso…ma quale azienda che tanto non vuole assumere prenderà questa legge come l’occasione per fare dei contratti indeterminati?!!

  21. E Scrive:

    Cara Fornero,
    se prima del 17 Luglio 2012 ero con la merda al collo….adesso sto affogando!
    Come sempre..nata la legge nato l’inganno…Io da 9 anni ho lavorato regolarmene con contratti a progetto co co pro e contratto a tempo determinato riuscendo a fine mese a guaqdagnare sui 1200 euro…Adesso chi mi faceva contratti a progetto mi ha assunto a tempo det. per 12 mesi ma allo scadere dovrò stare ferma pre 90 gg prima di riessere assunta e se verrò riassunta io. Chi invece da 9 anni mi aveva gia assunto a tempo determinato adesso mi lascia direttamente a casa ed ogni anno farà la solica cosa con la nuova ragazza assunta!
    CHE BELLO EH?
    Grazie x aver pensato a noi poveri LAVORATORI PRECARI!

  22. nadia Scrive:

    Per quanto riguarda le aziende che se hanno dei dipendenti che lavorano non li licenziano non è proprio così mio marito ha lavorato 10 anni per una azienda in nero ed è un lavoratore validissimo lo dimostra il fatto che da altri 10 anni sta lavorando in un’altra azienda tutto pagato anche il minimo straordinario. Con la precedente azienda che lo ha tenuto in regola 2 anni e poi 10 in nero adducendo che un lavoratore in regola gli costava troppo al 10 anno e arrivato all’esasperazione ha fatto vertenza andandosene e sapete come è finita che mio marito dopo 5 anni ha vinto la causa ma non ha preso alcun risarcimento anche se fissatto nell’atto e ha perso 10 anni di contributi in quanto in corso di causa a questa azienda è stato concesso di fare movimento come il fallimento mi dispiace ma ci sono datori di lavoro e datori di lavoro come ci sono lavoratori e lavoratori, ci sono casi e casi non si può fare di tutta un’erba un fascio.
    Per quanto riguarda la riforma ForneroTemo che la riforma essendo io lavoratrice donna e disoccupata da più di 24 mesi dovrebbe all’apparenza favorirmi ma non è proprio così il fatto che le agevolazioni spetteranno anche alle agenzie interinali è un po’ una trappola per noi valutando anche che non si rimane più disoccupati anche se guadagni meno di 8.000 € come diceva la vecchia legge ma in base all’attuale normativa si verrà cancellati dalle liste di disoccupazione indipendentemente dal reddito dopo sei mesi in questo modo quindi io si dal 2013 avrò la possibilità di lavorare perché le agenzie interinali andranno a caccia di categorie svantaggiate ma dopo che avranno, queste categorie come le donne e i disoccupati da + di 24 mesi, lavorato due tre anni anche ad interruzione perderanno il diritto all’iscrizione al collocamento e quindi per quanto ho potuto prevedere si avrà sì come numeri ISTAT meno disoccupati e disoccupazione da meno tempo ma a lungo andare si avrà anche un mercato in cui non ci saranno più disoccupati da 24 mesi ultima arma di chi ha un po’ più di anni ma persone svantaggiate si troveranno dopo aver lavorato per poco e a intermittenza a competere con giovani laureati e quindi sarà ancora peggio se non si è riusciti in questo poco arco di tempo in cui sei un elemento che porta agevolazione all’azienda a farsi assumere a tempo indeterminato cosa che vedo molto improbabile se si lavora per un’agenzia interinale alle quali la riforma Fornero dà per mio piccolo parere molte armi in mano armi che verranno usate anche a favore delle aziende e non certo dei lavoratori. Purtroppo ci sono troppi disoccupati da molto tempo o da poco tempo per via della crisi con un po’ più di età che non sono stati stabilizzati in precedenza come sarebbe stato giusto a causa delle problematiche che ci sono state nel mercato del lavoro anche a causa di norme degli ultimi anni non valutate bene prima di dargli efficacia e quindi lavoratori che dovrebbero già avere una stabilità da prima si troveranno sul mercato del lavoro a competere con la nuova forza lavora, con la nuova generazione che arriva ed è un quadro veramente deprimente che già si può vedere se si gira per colloqui e selezioni.
    Per non parlare del fatto che la riforma non fa prevedere nulla di buono per mutui investimenti ecc. in quanto non dando stabilità lavorativa duratura ( a meno che non si è previsto dai legislatori che con questa riforma le aziende (e non le agenzie interinali per le quali non sarà complicato dopo aver sfruttato un lavoratore anche per tre anni liberarsene) sceglieranno prevalentemente i contratti a tempo indeterminato in questo caso il discorso cambia) non si avrà potere di acquisto a lungo termine.
    La riforma la vedo buona al momento solo per ridurre il ricorso di molte società al contratto a progetto fittizio che sono un grande cancro della nostra società.

  23. dales Scrive:

    Chi ha scritto questo provvedimento vive sulla luna.
    Complicheranno la vita ai lavoratori a tempo limitato e bloccheranno le richieste da parte delle aziende di lavoratori temporanei.

    Le assunzioni a tempo indeterminato saranno uguali a zero!
    Le aziende stanno chiudendo e licenziando e questi sprovveduti ministri vogliono fare assumere?
    E’ davvero sconfortante, questi un’azienda vera non l’hanno mai vista.

  24. ginormico Scrive:

    Io sono dall’altro lato della barricata da pochi anni e per 20 anni ho fatturato.

    Ora mi trovo a fare i conti per come assumere una persona.

    I costi aziendali sono alti anzi altissimi e le agevolazioni non ci sono per nessuno …

    Soldi in giro pochi e attività pagate all’osso e per di più competenze sottopagate da tutte le parti.

    Mi sono fatto fare un prospetto di stipendio a contratto a tempo determinato, data la non perfetta conoscenza della persona che assumo e anche per l’attività stessa.

    Comunque per uno stipendio netto di 1200 euro mensile alla società costa 2800 euro compresi i ratei di 13/14ma, tfr , ferie etc etc .

    Se mi dice bene quella persona non mi porterà mai 3000 euro in azienda ma io dovrò invece accuparmi delle sue malattie e trovare il sostituto etc etc..

    Io non so di chi sia la colpa ma servirebbero delle agevolazioni vere e che sia monitorato chi ne fa uso.. chi sbaglia e se ne approfitta …paga. Per il resto nel mio piccolo io ci provo ad assumere … vedremo.

    Saluti a tutti

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