12 set

L’allaccio del singolo contatore all’impianto centralizzato compete al proprietario dell’immobile

Durante il trasferimento dell’impianto elettrico centralizzato in un’altra sede dello stabile, nel comportamento adottato dalla compagine condominiale non può essere ravvisata una molestia nei riguardi  dell’inquilino, in particolar modo  quando gli interventi sono stati approvati dall’assemblea e riguardano tutti gli appartamenti e locali dello stabile.
Le procedure di distacco dei singoli contatori e il successivo riallaccio all’impianto centralizzato infatti, spettano ai proprietari dei vari appartamenti e locali e non annoverando parti comuni condominiali, l’inquilino danneggiato dovrebbe citare in giudizio il proprietario del locale e non l’amministratore.
In sostanza è questa la linea di giudizio seguita dalla Corte di Cassazione ed evidenziata nella sentenza n. 10972/12.
La vicenda specifica si riferisce ad un inquilino che aveva preso in locazione un locale sito al piano terra di uno stabile,  per adibirlo a deposito e stabilirvi altresì la sede della sua ditta individuale.
A causa del trasferimento dell’impianto centralizzato nelle cantine del palazzo condominiale, il locale in questione era rimasto sprovvisto per molto tempo dell’allaccio alla rete elettrica. Il conduttore pertanto si era rivolto al giudice territorialmente competente citando in giudizio il condominio e richiedendo la liquidazione dei danni occorsi in seguito alla mancanza di luce.
Il tribunale giudicava infondate le richieste del conduttore e rigettava quindi il ricorso. La Corte d’appello, successivamente chiamata a giudicare sulla vicenda, aveva espresso parere concorde con il giudice del tribunale confermando l’inesistenza della responsabilità condominiale. A questo punto l’inquilino ha presentato ricorso in Cassazione, ma anche in questo caso  i Giudici del Palazzaccio hanno espresso parere concorde con quanto disposto dalle sentenze di primo e secondo grado ed hanno condannato il conduttore al sostenimento di tutte le spese processuali.
In buona sostanza le precedenti sentenze non imputavano al condominio alcuna responsabilità circa i danni occorsi al conduttore in seguito all’intervento eseguito sull’impianto elettrico. Tale insussistenza era avvalorata dal fatto che l’intervento, che consisteva nel trasferimento dell’impianto elettrico centralizzato nelle cantine dell’edificio, richiedeva il successivo intervento di ogni singolo condomino al fine di riallacciare all’impianto comune i vecchi contatori personali ubicati nelle singole abitazioni e locali commerciali.
In sintesi il ricorso del conduttore si fondava sull’addebito al condominio, della mancanza di energia elettrica, poiché la ditta cui era stato affidato l’appalto del lavoro, aveva provveduto al distacco dei fili elettrici ma non aveva poi provveduto al successivo riallaccio al termine dei lavori.
Il condominio citato in giudizio si era difeso respingendo le accuse mosse, evidenziando come l’intervento era stato regolarmente approvato dalla compagine condominiale e precisando che tutti i condomini erano stati chiaramente informati che il successivo riallaccio dei contatori personali,  doveva essere eseguito da ogni singolo condomino. Nel dettaglio, ogni condomino  avrebbe dovuto sostenere autonomamente le relative spese, provvedendo a comunicare alla società fornitrice il distacco del singolo contatore e il successivo riallaccio all’impianto comune.
L’ubicazione dei singoli contatori quindi (inseriti nelle rispettive abitazioni o locali privati) ha costituito un elemento fondamentale al fine di escludere la legittimazione passiva della compagine condominiale. In questo caso infatti, il conduttore avrebbe dovuto citare in giudizio il proprietario del locale e non il condominio. Così facendo infatti, avrebbe potuto richiedere al locatore l’inoltro alla società fornitrice di energia, della richiesta di distacco del contatore singolo e il successivo riallaccio all’impianto centralizzato.

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