10 ott

Inps: si alleggeriscono gli interessi di mora sui contributi non pagati

Si riducono  gli interessi di mora richiesti dall’ Inps in caso di tardivo versamento dei debiti iscritti a ruolo.

La buona notizia è stata diffusa dall’Ente stesso nella circolare 112 del 14 settembre 2012 con cui si annuncia che a far data dal 1 ottobre 2012, il tasso d’interesse scende dal 5,0243% al 4,5504%.

Al fine di capire come sono calcolate queste maggiorazioni, è bene chiarire il concetto di “interesse di mora” rifacendosi parzialmente anche alla premessa contenuta nella circolare che accompagna la notizia.

Cosa sono gli interessi di mora e come si calcolano?

In particolar modo, è bene specificare quanto previsto dalla Legge.

Trascorsi 60 giorni dalla data di notifica della cartella, infatti, gli importi debitori non pagati e iscritti a ruolo (eccetto gli interessi e le sanzioni) sono maggiorati con i famosi interessi di mora. Questi ultimi non sono a importo fisso, bensì variano in base alla data effettiva di pagamento e alla percentuale del tasso d’interesse applicato.

Quanto incide il tasso d’interesse, sul totale da corrispondere a saldo?

Al fine di chiarire l’incidenza del tasso d’interesse, possiamo dire che più la data di versamento si discosta da quella di notifica della cartella e tanto maggiori saranno gli interessi da riconoscere.

Come si determina?

Riguardo alla determinazione del tasso invece, questo è determinato con cadenza annuale in base alla media dei tassi bancari attivi e comunicato mediante emanazione di un apposito decreto da parte del Ministero delle Finanze.

L’ultima variazione del tasso risaliva al 1 ottobre 2011, data in cui l’Agenzia delle Entrate, sentita la Banca d’Italia, aveva comunicato la percentuale del tasso d’interesse applicato alle cartelle esattoriali notificate e non pagate. Questo era pari al 5,0243%.

Recentemente poi, l’Agenzia delle Entrate aveva già emanato un provvedimento con cui comunicava la riduzione di circa mezzo punto, degli interessi di mora applicati in caso di tardivo pagamento delle  cartelle esattoriali a far tempo dal 1 ottobre 2012 per rispettare la cadenza periodica annuale.

A tale provvedimento poi, è seguita la presente circolare Inps con cui l’Ente ha comunicato la variazione del tasso d’interesse applicabile al tardivo pagamento delle somme contributive iscritte a ruolo pari a 4,5504%.

In particolare l’Inps ha specificato che, superato il tetto massimo di sanzioni civili, senza aver estinto il debito contributivo, su questo maturano interessi passivi. Interessi che, dal 1 ottobre 2012 saranno calcolati prendendo in considerazione la nuova percentuale annunciata dall’Agenzia delle Entrate e comunicata dal decreto del ministero.

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5 Commenti a “Inps: si alleggeriscono gli interessi di mora sui contributi non pagati”

  1. Luca Scrive:

    Il problema non è il tasso di interessi… ma un agevolazione quando non si ha la possibilità di pagare… Io personalmente, ho un attività da ben 11 anni, ho sempre pagato tutto regolare senza mai sbagliare… Quest’anno ho serie difficoltà a pagare ed ho chiesto di dilazionare… Il problema è che una rata la posso dilazionare… Entro fine anno chiuderò e lavorerò in nero perchè non è possibile che tutti i miei guadagni se ne vanno in tasse e non posso permettermi di mettere un piatto per mangiare a tavola. Assurdo tutto questo. Chiudo per le troppe tasse…

  2. giovanna Scrive:

    il problema nn sono gli interessi che sono irrisori ma le sanzioni del 60% poi quando arriva a equitalia la mazzatta finale.

  3. Fabrizio Scrive:

    Siamo alle solite… è come la benzina ! maxisconto di 0,5 centesimi !!! wooow siamo ricchi !

  4. claudio Scrive:

    certo peccato che ovviamente l’iNPS si accorge del NON versamento contributivo dopo 5 anni e ti applica le sanzioni dovute . Se non ho pagato i contributi forse è perchè o pagavo o vivevo , e in ogni caso se la entrata in pensione è legata agli anni di contributi sarei andato in pesnione solo più tardi. IO NON PAGANDO I CONTRIBUTI HO DANNEGGIATO SOLO ME STESSO non vedo quindi il percheè delle sanzioni che fanno raddopiare gli importi dei contributi altro che storie . Il sito di INPS dic che i contributi sono soldi che l’ente mette da parte per il contribuente e li rende come pensioe BENE ! pagato meno riceverò meno ……

  5. Silvia Scrive:

    Sono estremamente d’accordo e solidale al massimo con tutti i commenti precedenti!
    Questa del contributo minimo obbligatorio dell’INPS è una vera e propria forma di violenza legalizzata e palesemente contraria ai principi costituzionali.
    Per di più stupidamente distruttiva di tantissime potenzialità e piccole ma positive energie imprenditoriali.
    Perché così non si può andare avanti e, anzi, siamo già in pieno collasso.
    Ma abbiate pazienza: sarà mio interesse accumulare una cifra che poi lo stato (volutamente minuscolo) mi restituirà (e ormai si ha pure motivo di dubitarne, tra l’altro) in vecchiaia?
    Se non provvedo non riscuoto, no?
    O quantomeno abbatto di poco o di tanto, a seconda, il corrispettivo al momento di beneficiarne.
    E mi si deve trattare come un grassatore per questo?
    Dove sarebbe il tornaconto?
    Come qualcuno ha già detto sopra: premesso questo, se non pago o non ho pagato, è segno che non posso o non potevo, giusto?
    E poi, dove sta anche una minima logica o giustizia nel fatto che, non solo mi si addossa un debito, il lavoro in proprio vada come vada, senza nessun tipo di tutela, al contrario di altri lavoratori, ma pure vengono messi GLI INTERESSI DI MORA SUI MIEI SOLDI!

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