10 gen

L’Inps scrive: “Caro pensionato, c’è posta per te!”

Tra crisi finanziarie e ristrettezze economiche, l’anno nuovo non inizia certo all’insegna del buonumore.

Ma a rendere ancora più buie le infauste prospettive del 2013 ci si mettono anche le comunicazioni Inps che migliaia di pensionati stanno ricevendo in questi giorni e che stanno letteralmente seminando il panico tra i cittadini!

La comunicazione inviata dall’Inps ai pensionati

Più precisamente, mediante la succitata comunicazione, l’Inps richiede ai pensionati l’integrazione del modello Red relativo all’anno 2010, richiesto nell’anno 2011 e, a detta dell’Ente, non ancora pervenuto.

L’Istituto Previdenziale continua nella comunicazione, informando gli interessati che, qualora non provvedano a fornire le informazioni aggiuntive richieste, l’Ente procederà con la sospensione dell’assegno pensionistico.

L’Inps chiede l’invio della dichiarazione Red anche a chi non ha nulla da dichiarare!

Ma non è tutto: il postino infatti non sta bussando soltanto alla porta dei pensionati che percepiscono altri redditi oltre a quelli da pensione, ma sta facendo visita anche a coloro che hanno dichiarato di non avere alcun ulteriore reddito da denunciare.

Come hanno reagito i poveri pensionati?

Lasciamo all’immaginario comune il compito di disegnare i tratti tragici della vicenda.

Migliaia sono i pensionati rimasti in balia degli eventi, un plotone di cittadini che brancolano nel buio alla ricerca di una spiegazione plausibile. Più precisamente, l’elemento che ha maggiormente spaventato i destinatari della lettera è stato proprio la  possibilità di vedersi sospendere quello che per molti rappresenta l’unico (e già di per se magro) mezzo di sostentamento: la pensione.

In realtà, non è la prima volta che si verifica una situazione del genere. Esattamente un anno fa infatti l’Inps aveva sospeso moltissime prestazioni sociali erogate su base reddituale, poiché i dati Red non erano pervenuti entro il termine fissato.

Le raccomandazioni dei sindacati

Sul fronte opposto, intanto, i sindacati invitano al non allarmismo, ma al contempo chiedono a tutti i pensionati destinatari della” minacciosa missiva” di recarsi quanto prima presso un Caf per procedere con l’integrazione e il successivo invio all’Inps dei dati mancanti.

L’invito dei sindacati a fare in fretta trova giustificazione nei ridottissimi termini di scadenza concessi dall’Inps per inviare i dati richiesti. Il tutto, infatti, dovrà avvenire entro e non oltre il 28 febbraio 2013.

Le rappresentanze sindacali, inoltre, invitano a presentarsi presso un Caf anche i pensionati che sono sicuri di aver fornito i dati richiesti entro i termini prestabiliti. La mancata sistemazione della pratica, infatti, provocherà, l’inevitabile sospensione del trattamento pensionistico.

Se non saranno fornite le informazioni richieste la sospensione della pensione avverrà allo scadere dei termini fissati

Un dettaglio importante riguarda i tempi di esecuzione della sospensione del trattamento pensionistico.

Molti pensionati sono andati in tilt poiché pensavano che la pensione sarebbe stata immediatamente sospesa. Ebbene, su questo punto si può stare tranquilli: l’Ente ha precisato che fino al termine fissato per la regolarizzazione della propria posizione o l’invio dei documenti richiesti (28 febbraio 2013), le prestazioni pensionistiche continueranno ad essere regolarmente corrisposte.

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2 Commenti a “L’Inps scrive: “Caro pensionato, c’è posta per te!””

  1. ROBERTO GIANANTONI Scrive:

    ma un disabile che non può uscire di casa come fa a recarsi presso un Caf..

  2. massimiliano Scrive:

    nel modello red 2010 era scritto in grassetto che chi avesse effettuato la dichiarazione dei redditi con modello 730 non era obbligato a comunicare niente. Come mai questo ripensamento senza senso e oltraggioso nei riguardi di chi come mio figlio minorenne percepisce ovviamente solo il trattamento pensionistico?

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