31 gen

Esodati: in 65000 saranno contattati dall’Inps a partire da Febbraio 2013

Da Febbraio 2013 l’Inps inizierà a contattare a mezzo posta la lista degli esodati tratti in salvo.

Lo stesso Ministro del Lavoro ha annunciato che stanno per partire ben 65000 lettere con cui l’Inps contatterà tutti quei soggetti che, avendo accettato incentivi all’esodo, ora si trovano in quel limbo fiscale in cui non hanno un lavoro e nemmeno una pensione. Nella missiva, l’Inps comunicherà ai soggetti che, sotto l’ala protettiva dello Stato è stato contato un posto anche per loro.

I lavoratori che potranno ricevere la lieta novella sono appartenenti a diverse categorie, ossia:

Lavoratori in mobilità

La prima categoria di lavoratori annoverati sono quelli che possono vantare un accordo sindacale antecedente al 4 dicembre 2011 (data limite per la cessazione dell’attività) e che nel periodo di partecipazione alla mobilità (tre anni) hanno maturato i requisiti previsti dalla Legge per accedere al trattamento pensionistico.

Lavoratori a carico dei fondi di solidarietà

La data del 4 dicembre 2011 sarà valida anche per i lavoratori che sono a carico di prestazione straordinaria dei fondi di solidarietà, anche in presenza di accordi collettivi.  In questo caso, però, questi dovranno rimanere collegati ai fondi stessi almeno fino ai 60 anni, o comunque fino al momento in cui avranno maturato i requisiti richiesti per il pensionamento.

Porte aperte anche per chi la firma l’ha apposta dopo il 4 dicembre 2011, ma in questo caso, per poter rientrare, si dovrà aver ottenuto il nullaosta da parte dell’Inps e vantare un’età pari almeno a 62 anni.

Lavoratori che hanno scelto la contribuzione volontaria

Rientrano nella rosa dei beati anche i contribuenti denominati “Prosecutori volontari”. Anche in questo caso si prende a riferimento la data del 4 dicembre 201,1 e la maturazione dei requisiti ai fini del pensionamento dovrà essersi verificata entro due anni dalla data di entrata in vigore del decreto (6 dicembre 2011). Non saranno invece prese in considerazione le posizioni dei contribuenti che, dopo aver effettuato il versamento della contribuzione volontaria, hanno ripreso a lavorare.

Lavoratori che assistono i figli disabili

La tutela statale si estende anche a quel plotone di lavoratori dipendenti in congedo per prestare assistenza ai figli affetti da una forma di disabilità grave. In questo caso, il periodo di permesso preso in considerazione parte dal 31 ottobre 2011, mentre la maturazione dei requisiti deve essersi verificata entro 2 anni a prescindere dall’età.

Lavoratori cessati

In questa categoria, infine, rientrano tutti quei lavoratori che sono statti oggetto di licenziamenti individuali, collettivi o consensuali.

Per essere annoverati tra i “fortunati prescelti”, il contratto deve risultare cessato entro il 31.12.2011, con un accordo per l’incentivo all’esodo, e deve presentare i seguenti requisiti:

-data di cessazione chiara e dimostrabile;

-24 mesi dall’approvazione del decreto, a disposizione del lavoratore per maturare i requisiti minimi per la pensione con i vecchi termini.

Alla conclusione di questa prima tranche, il Ministro del Lavoro ha comunicato che seguirà una seconda lavorazione. Questa volta saranno prese in considerazione le domande presentate per il decreto pubblicato di recente in Gazzetta Ufficiale e saranno 55 mila i soggetti che potranno godere della tutela previdenziale statale.

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3 Commenti a “Esodati: in 65000 saranno contattati dall’Inps a partire da Febbraio 2013”

  1. gianfranco Scrive:

    Ed io che sono a casa da tre anni? Con depressione e problemi fisici…con due ricorsi alle spalle respinti che devo fare?

  2. Daniele Scrive:

    Perchè in qualche trasmissione non parlate dei licenziati? I lincenziati non hanno perso il lavoro per loro scelta come gli esodati.
    Se potete rispondete GRAZIE

  3. Alessia Scrive:

    sono disoccupata nonostante abbia tanta voglia di lavorare (per pagarmi almeno le mutande che porto), ho fatto tanti lavori non in regola, ovviamente non per mia scelta, non sono stata mai pagata, mio marito con i sindacati e i datori di lavoro hanno stretto un accordo chiamato “cassa di solidarietà”, solidarietà un bel niente visto che stanno all’80% dello stipendio base.
    Mio suocero ha accettato la mobilità per farci sposare e creare una nostra famiglia e ha scelto il prepensionamento avendo già versato 40 anni finiti di versamenti all’inpad e oggi anche per colpa nostra è divenuto un ESODATO e campa con i soldi che gli hanno dato le sorelle in prestito (meno male che ha sorelle).
    Caro Stato italiano se non farai qualche cosa preparati che ci sarannno altre tre persone che andranno a mangiare alla CARITAS.
    GLI ESODATI VANNO AIUTATI DOVETE FARE QUALCOSA!
    NON PARLARE DI LORO NON SERVIRA’ A NASCORDERLI: ESISTONO e SONO PERSONE, NON BESTIE!!!

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