20 feb

Privacy: al dipendente, se “informato”, può essere controllato il computer

È sempre più frequente che una ditta doti i propri dipendenti di un personal computer per uso aziendale.

Che succede se il dipendente utilizza il computer anche per scopi molto “personal”?

Al datore di lavoro è consentito ispezionare il contenuto del pc del dipendente, oppure rischia, per questo, di violare la sua privacy?

Della questione si è occupato il Garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento 18 ottobre 2012, a seguito di ricorso proposto da un dipendente scoperto ad aver utilizzato il pc per “motivi personali”: il dipendente vi aveva inserito una cartella a nome “mio e personale” ed aveva effettuato degli accessi all’applicativo Skype.

Il titolare della ditta spiegava che, nel corso di un backup aziendale, si era scoperta l’esistenza di alcuni files “personali” e di precedenti sessioni di accesso a Skype: poiché tali attività erano in contrasto con il patto sottoscritto dal dipendente, per il quale l’uso del pc avrebbe dovuto essere strettamente limitato all’ambito aziendale, erano state adottate misure disciplinari nei confronti del dipendente.

La tesi del dipendente si basava sul fatto che la ditta non aveva fornito debita informativa relativa al trattamento dei dati personali e di conseguenza aveva violato la sua privacy!

Il Garante si è trovato di fronte a due posizioni, entrambe meritevoli di tutela: da una parte il diritto del datore di lavoro ad “effettuare dei controlli mirati”, dall’altra “la tutela della libertà e della dignità dei lavoratori, nonché, con specifico riferimento alla disciplina in materia di protezione dei dati personali, i principi di correttezza”.

Tra le due contrapposte esigenze di tutela, il Garante ha privilegiato la seconda e questo perché “le caratteristiche essenziali dei trattamenti devono essere rese note ai lavoratori”.

Se dunque il dipendente non ha diritto di utilizzare “per finalità private” il pc messo a disposizione dall’azienda per esclusivi fini di lavoro, questa ha diritto di effettuare controlli ma solo se abbia preventivamente comunicato al dipendente le caratteristiche del trattamento dei dati personali che emergessero da tali verifiche!

In altre parole … attenzione! I cosiddetti benefit, quali telefonino, pc, vetture etc. concessi dall’azienda vanno usati esclusivamente per le finalità per le quali vengono concessi.

L’azienda ha tutto il diritto di effettuare controlli ma ha l’obbligo tassativo di rispettare la dignità del dipendente informandolo come previsto.

Avvocato Amedeo Di Segni

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Un Commento a “Privacy: al dipendente, se “informato”, può essere controllato il computer”

  1. daniele biscotti Scrive:

    Il fatto stesso che il dipendente aveva creato una cartella con files personali dimostra che aveva violato la consegna di usare il pc solo per fini aziendali e quindi forse, anche senza informativa sulla privacy, il datore di lavoro aveva comunque diritto di licenziarlo. Comunque l’avvocato che ha scritto l’articolo ha spiegato piuttosto bene le motivazioni della sentenza e mi complimento con lui perché non sempre gli avvocati riescono ad essere così chiari.

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