22 feb

Datagiovani: primo trimestre 2013 nero per l’occupazione giovanile

Che la situazione occupazionale italiana versi in condizione pietose lo sanno davvero anche i bambini. Non è un segreto e nascondersi dietro ad una bugia non avrebbe alcun senso. Meglio affrontare dunque la realtà per quella che è: in Italia il lavoro scarseggia e la crisi ha colpito ogni regione, dal nord al sud.

Ma quel che è peggio è che, se finora la situazione lavorativa in Italia era critica, le previsioni per il corrente anno gridano addirittura al peggioramento, specialmente  tra la categoria dei giovani.

A confermarlo sono i dati diffusi da Datagiovani e si riferiscono ai primi 90 giorni del 2013.

 La previsione Datagiovani per il primo trimestre 2013

Saranno 140.000 i nuovi posti di lavoro creati nel primo trimestre 2013 e soltanto un terzo di questi sarà assegnato ai giovani. La mera consultazione di queste due informazioni, ci consente già di fare due distinte analisi.

In particolare, se da un lato ci segnalano una riduzione della base occupazionale pari al 9% rispetto all’anno precedente, dall’altro pone in evidenza il sensibile abbattimento del dato percentuale riferito al ricorso ai giovani (-26% rispetto al 2012).

Ma non è tutto.

Oltre ad essere diminuite le possibilità d’impiego infatti, si deve sottolineare che, quelle stabili (ossia non stagionali) si sono ulteriormente ridotte del 28%.

A pagare l’onere più pesante di questa crisi lavorativa sono ovviamente le zone del Mezzogiorno, mentre la situazione, pur non essendo florida, nelle zone nord dello Stivale non è nemmeno così drammatica.

Perché il mercato del lavoro sta subendo questa ulteriore contrazione?

La risposta è piuttosto ovvia.

Le aziende stanno attraversando un periodo economico davvero difficile e questo vale per tutti i settori. Tuttavia all’interno di questo disastroso scenario, possiamo ravvisare alcuni settori che mantengono il mercato e continuano a produrre posti di lavoro.

Se le opportunità infatti, sono piuttosto scarse nel settore turistico ricettivo e nel settore del commercio, le richieste tese alla selezione di ingegneri, client assistant e  figure operanti nel settore dell’estetica sono ricercatissime.

Tuttavia, la sensibile riduzione delle richieste d’impiego riferite ai lavoratori comuni come operai, commesse, impiegati ecc. (tendenza evidenziata anche dal report diffuso dal portare specializzato nelle offerte di lavoro (Infojobs.it) è un fenomeno che deve far riflettere.

Quelle comuni, infatti, erano le professioni che finora avevano resistito meglio alla crisi economica. Erano lo zoccolo duro del mercato occupazionale e, la caduta di questa trincea è un dato che dovrebbe far pensare. Stiamo davvero raschiando il fondo?

OkNotizie

« Torna alla home

Un Commento a “Datagiovani: primo trimestre 2013 nero per l’occupazione giovanile”

  1. gianfranco Scrive:

    Il fondo lo stiam toccando da due anni a questa parte e la ricetta per uscirne è sempre quella!,ma forse chi governa questo paese non vede o non vuol vederne di farlo.La spesa pubblica deve diminuire così la cifra risparmiata si potrà iniziare ad ottenere una pressione fiscale minore in poco tempo dando così alle imprese quel passo fondamentale per ripartire con assunzioni e working program di lunga durata,solo così avremo l’effetto di sbloccare tutta la nostra economia.

Lascia un Commento