25 feb
Pubblicato in G.U. il D.M. sul congedo parentale per i papà
Il 13 febbraio 2013 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale che disciplina il congedo parentale per i neo-papà.
Un giorno di congedo obbligatorio e un massimo di due giorni di congedo facoltativo: queste sono in estrema sintesi i giorni di astensione dal lavoro che dovranno essere riconosciuti ai neo-papà in occasione della nascita di un figlio.
I lavoratori potranno anche decidere di non beneficiare dei giorni di astensione dal lavoro, richiedendo, in alternativa, un importo in denaro da utilizzare per pagare una baby-sitter o per sostenere le rette di un asilo nido.
Il congedo parentale
Per usufruire del congedo parentale, il dipendente dovrà presentare all’azienda un’apposita comunicazione.
Le regole da rispettare per poter usufruire dei giorni sono due, ossia:
-comunicare l’astensione in forma scritta ovvero tramite il sistema informativo vigente in azienda;
-presentare la domanda almeno 15 giorni prima della data effettiva in cui si vuole usufruire del congedo parentale.
In seguito alla presentazione della richiesta di congedo parentale, sarà la stessa azienda a trasmettere la comunicazione all’Inps.
Una precisazione merita il caso in cui lavorino entrambi i genitori.
In questo caso, infatti, va precisato che:
-l’unico giorno di congedo parentale obbligatorio deve essere riconosciuto a prescindere dal congedo obbligatorio goduto dalla madre;
-i due giorni di congedo parentale facoltativo invece, se usufruiti dal padre, dovranno essere decurtati dai giorni a disposizione della madre.
Retribuzione durante il periodo di congedo parentale
I giorni in cui il padre si asterrà dal lavoro, usufruendo del congedo parentale, saranno retribuiti al 100%. Il lavoratore quindi, percepirà una retribuzione piena.
Il contributo per il sostenimento delle spese relative alla baby-sitter e alle rette dell’asilo
In questa seconda ipotesi, le neo mamme che vorranno ottenere il contributo in denaro per sgravare dal budget familiare almeno una parte delle spese relative al pagamento di una baby-sitter o per alleggerire il costo delle rette del nido, dovranno presentare apposita istanza all’Inps. A fronte di questa richiesta (le cui modalità di presentazione devono ancora essere precisate dall’Ente), le madri riceveranno un contributo economico pari a 300 euro al mese. Contributo di cui potranno beneficiare per massimo 6 mesi.
I bandi
Per l’anno 2013 è prevista la pubblicazione di un solo bando, mentre dal 2014 in poi si prevede l’emissione di più bandi, anche se ovviamente ancora non è dato sapere il numero esatto.
Il contributo economico sarà riconosciuto prendendo in considerazione una graduatoria nazionale, stilata tenendo conto due elementi fondamentali:
-i dati Isee;
-la disponibilità dei fondi.
In riferimento a quest’ultimo punto infine, è d’uopo specificare che per il triennio 2013-2015 sono stati stanziati 20 milioni di euro su base annua. Una volta esaurita la disponibilità del fondo annuo , quindi, non si potrà più beneficiare del contributo economico.




25 febbraio 2013 alle 16:55
Scusate ma come fa il papà a presentare la domanda di congedo 15 gg. prima di usufruirne? tutti parti prestabiliti in base alla data in cui i papà chiedono il congedo?
E poi giustamente i giorni utilizzati dal papà vengono defalcati da quelli delli della mamma, perchè ovviamente i genitori non hanno diritto a godersi la nascita del loro bimbo insieme senza dover per forza pagare pegno in qualche modo!
Non ho più parole per commentare!
25 febbraio 2013 alle 23:04
eh allora facciamo che vado dal medico dicendo che sto male, questo mi dà 5 giorni di malattia e me ne sto col mio bambino e mia moglie una settimana…In Italia fanno di tutto per invitarti a fregare le persone…
26 febbraio 2013 alle 08:29
Attenzione! Stiamo parlando di giorni retribuiti al 100%.
Normalmente sono a disposizione della coppia, oltre ai 5 mesi di obbligatoria della madre, 11 mesi (10 se il padre ne fa meno di 3) tra padre e madre (6 mesi max a testa) retribuiti al 30%…mi rendo conto che il 30% non è il 100% ma volevo far sapere ai padri c’è questa possibilità.
Il mio compagno ha condiviso con me e nostra figlia alcune settimane a casa, a partire da 15 giorni dopo il parto (il preavviso, sigh!)…settimane che si sono rivelate importantissime per l’instaurarsi della nostra routine familiare.
Caldamente consigliate!
26 febbraio 2013 alle 11:05
L’Italia è sempre la nazione degli scontenti e degli imbroglioni. Secondo il Signor Michele, che evidentemente di strategie per approfittare del sistema pare essere ben informato: va dal medico, lo imbroglia dicendo di stare male (1° imbroglio), manda il certificato al datore di lavoro (2° imbroglio) all’INPS (3° imbroglio) e se ne sta a casa a fare il papà alle spalle della società (4° imbroglio). Che bella morale da neo papà da dare ai suoi figli.
A sentire questi ragionamenti viene voglia di dire togliamo tutti i congedi e se volete rimanere a casa vi prendete un permesso non retribuito…ecco perchè l’Italia è nella cacca…grazie a gente cosí che è discepola dell’imbroglio. A fare cosí non si è tanto differenti dai falsi invalidi ciechi che guidano, muti che parlano e paralitici che camminano….
26 febbraio 2013 alle 13:40
Concordo con il sig. Carlo. Poi quando si perde il lavoro ci si lamenta.
Del resto la vita è fatta anche di sacrifici. Se non lavori come dai da mangiare a tuo figlio? Cerchiamo di non pretendere sempre soprattutto di questi tempi.
Capisco che stare con il proprio figlio sia meraviglioso e straordinariamente fantastico ma… bisogna anche lavorare…
26 febbraio 2013 alle 14:05
x Carlo
Lei ha ragione ma si dimentica di un fatto importantissimo. Il signor michele farebbe tutto cio per stare vicino a suo figlio.
E qualsiasi stato che si ritenga civile dovrebbe avere una politica di aiuto alle famiglie o preferisce i fondi che ad ogni elezione i nostri partiti si intascano.
E poi è ridicolo che per una cosa del genere siano stati stanziato 20MILIONI!!! ma scherziamo!!!
E questi sono i tecnici.
26 febbraio 2013 alle 14:06
Se lo stato tutelasse di più la maternità e la paternità forse le famiglie riuscirebbero a gestirsi meglio i propri figli perchè al giorno d’oggi si fa fatica a stare a casa dal lavoro per scuole chiuse, malattie, visite mediche e tutto ciò che comporta la crescita di figli oltre che hai problemi personali perchè ormai le ferie e i permessi di un singolo lavoratore sono suddivisi in base a quanti figli si hanno, e per quanto riguarda i permessi non retribuiti un datore di lavoro non interessa perchè cmq non sei presente sul posto di lavoro…bisognerebbe che i genitori fossero meno penalizzati e più tutelati dalla legge.
I figli vanno seguiti e tutelati e devono darti la possibilità di seguirli e tutelarli perchè da soli non possono starci…….. Chi non ha figli e non lavora non può saperlo.
26 febbraio 2013 alle 14:20
Il sig. Carlo, evidentemente è molto bravo a dare giudizi e sentenze su persone e situazioni che non conosce e che, magari, non sono così facili come lui le fa.
Ma l’Italia è anche questo!
Poi trovo molto azzeccato il confronto tra falsi invalidi che per anni non si fanno scrupoli a rubare a persone davvero bisognose, ad un padre che per non levare giorni alla mamma, decide di prendere 2 giorni di malattia per godersi la nascita del proprio bambino! Certo, si potrebbero prendere due giorni di ferie, magari sarebbe stato meglio fare questo di appunto al sig. Michele, ma poi contro chi avrebbe scagliato la sua rabbia repressa il sig. Carlo?
Credo fermamente che in Italia la maternità sia ancora tutelata in maniera fortemente insufficiente, infatti chi fa più un figlio, o meglio ancora, più di uno?
Ma Anche questo è l’Italia, l’Italia del sig. Carlo!
26 febbraio 2013 alle 16:26
Bravo Carlo hai una grande morale grazie a te l’Italia si rialzerà! In Romania la mamma ha un anno di aspettativa pagata contro i tre mesi nostri…è solo una questione di trovare i soldi e non farli rubare ai ladroni
26 febbraio 2013 alle 20:18
Gli autonomi non hanno niente di tutto ciò e faticano a stare a casa anche il giorno della nascita. Quindi non lamentatevi.
27 febbraio 2013 alle 09:22
Concordo con il sig. Giorgio.
In molti Paesi europei la maternità è tutelata in modo migliore che in Italia!
Io ho una bambina e sono incinta del secondo figlio: non so se riuscirò a continuare a lavorare una volta nato questo bambino!!
Nonostante mi piaccia il mio lavoro, il negozio in cui lavoro fa degli orari assurdi, dal lunedì alla domenica con un solo riposo, a turno ogni 15 giorni, anche se sono part time.
Il nido pagato in base all’Isee per la prima figlia mi costava 600 € al mese (io prendo 800 € al mese e mio marito 1200 €; ovviamente era un asilo nido comunale, non princeton!).
Come farei a continuare a lavorare e gestire 2 figli? I miei genitori e i miei suoceri sono giovani e lavorano tutti, quindi non ho supporti; la baby sitter ha un costo troppo oneroso e nido e materna chiudono alle 17….come faccio?
Perchè negli altri Stati si riesce a far figli e lavorare?
Sarò una mamma a tempo pieno (non che mi dispiaccia però!), ma ho 30 anni e quando i miei figli saranno sufficientemente grandi per poterli gestire meglio, sarò fuori dal mercato del lavoro e non sarà stata del tutto una mia scelta!!!
27 febbraio 2013 alle 09:44
x Pasquale Alfano, avete completamente ragione!!
Perchè …invece l’INPS è esente da imbrogli?
Mentre lavorano e timbrano se ne vanno a fare la spesa e in farmacia per ore!
Basta guardare il servizio di striscia. Vergnogna! E questo è l’ente che noi paghiamo obbligatoriamente??
Carlo per cortesia… siamo seri: non è giusto imbrogliare ma c’è gente pagata che dovrebbe essere al lavoro e se uno qualsiasi di noi chiama telefonicamente ci viene detto che tutti gli operatori sono occupati, si …a fare i loro comodi!
27 febbraio 2013 alle 09:59
Certo Giuseppe!!!
Peccato che gli autonomi non dicono che guadagnano di piu’… di un semplice operaio.
Inoltre, non si rendono conto che vorrebbero avere ferie e permessi retribuiti, ma per contro non gli piacerebbe vivere con 800.00 al mese!
Io gli insegnerei che nella vita non si può avere tutto!!!
27 febbraio 2013 alle 11:20
x sig. Carlo
La gente (come noi) lavora per vivere e non vive per lavorare!!!
N.B. prima la famiglia e la salute, poi… il lavoro!!!
N.B. togliamo i fannulloni al lavoro e al governo, magari i ” finti malati” diminuiranno!
N.B. se i datori di lavoro vanno incontro ai dipendenti succedera’ anche l’inverso!
concludo col dire: GRANDE SIG. MICHELE! Io avrei fatto lo stesso.
5 marzo 2013 alle 23:50
Quando leggo queste cose sono contenta di vivere in Inghilterra.. quassu’ il padre ha diritto a 2 settimane a casa che puo’ richiedere quando e’ necessario e viene pagato dallo stato £120 a settimana o se con persone veramente brave gli danno la paga piena… ecco perche’ vivo quassu’ da 10 anni!!!