17 mar

Identikit dell’evasore

shutterstock_83108119Nei migliori film polizieschi, si giunge al colpevole tracciando – potendolo fare ovviamente – un identikit. Tratti morfologici, statura, colore dei capelli e degli occhi. Fin qui, tutto nella norma. Ci siamo abituati. Stesso dicasi per gli identikit che si utilizzano per identificare gruppi di persone nelle ricerche di mercato: quel particolare tipo di individui con determinate caratteristiche simili fra loro, significano un certo tipo di acquirente per settore di mercato.

Cosa mancava nel “listino” degli identikit? Quello dell’evasore tipo.

Chi è l’italiano medio che evade? Che tipo di vita fa? Cosa pensa? Perché? Dovrebbero essere i quesiti, in perfetto stile criminologico, per giungere la “fellone”: l’evasore.

Un tremito delle ginocchia corre da un lettore all’altro. Pensieri minacciosi si abbattono come una tempesta: “Sarò io? Io che ho pagato le tasse direttamente sullo stipendio”? Io che sono pensionato”?…

Vediamo un po’ gli elementi dell’identikit: Maschio, under 44, residente nel Centro Italia, professione ‘rentier’. Rentier direte? Cos’è un rentier? Tranquilli, lavoratori, pensionati, precari e disoccupati d’Italia: non siete voi. Un “rentier è colui che vive di rendita”

I ricchi sono gli evasori per eccellenza: si sapeva. Ma ora è certificato da alcuni grafici molto dettagliati presentati in Parlamento dalla Banca d’Italia: i dati presentati durante l’audizione parlamentare, si evincono da ben due studi definiti recentemente.

Innanzitutto: la percentuale relativa alla “propensione all’evasione” è pari al 13,5%. Propensione si è detto, non evasione reale. S’intende con questa frase indicare coloro che propendono volontariamente a un atteggiamento mirato a frodare – di fatto – il Fisco.

Vediamo alcuni dati che la Banca d’Italia ha reso noti: la percentuale del 13,5% si ricava in maniera semplice: basta infatti mettere a confronto il reddito netto medio pro capite – pari statisticamente a 15.440 euro – e il reddito pro capite dichiarato pari a 13.356 euro.ecco che viene sottratta al Fisco una somma pro capite pari a 2.093 euro.

Per confermare quindi chi evade davvero ecco la svolta: prendendo come dato base le statistiche nazionali della banca d’Italia, si evince che coloro che “vivono di rendita” hanno un reddito annuo di 22.000 euro. Ma la SOGEI ha scoperto che il reddito dichiarato da molti soggetti facenti parte questa categoria, dichiarano cifre di circa 3.500 euro. Quanto evade quindi una persona che dovrebbe almeno aver guadagnato circa 22.000 euro ma poi ne dichiara 3.500? Circa 18.000 euro. Il conto è presto fatto.

È in pratica il canale d’evasione più folto. Pensate che viene prima di imprenditori e lavoratori autonomi: categorie che, messe insieme, hanno una “propensione all’evasione” pari al 56,3%.

L’identikit ha funzionato: abbiamo scoperto – un po’ di più – i veri colpevoli dell’evasione fiscale.

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Un Commento a “Identikit dell’evasore”

  1. Franco Scrive:

    Semplice come bere un bicchiere d’acqua, da subito tutti i dipendenti ed in particolare i cosiddetti statali,regionali,provinciali,comunali,circoscizionali,condominali,etc versano le loro presunte tasse alla fonte in un fondo separato da quello degli evasori, poi aspettano qualche mese e guardano nella cosiddetta busta paga, che trovano? sorpresa!!!!! la busta paga è una bufala con tasse incorporate.
    Un economista non può che annuire

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